Grazie. Condivido pienamente. Proprio ieri stavo pensando alla bellezza della fragilità, senza la quale non si spiega la lotta che porta alla felicità della vittoria.
Nessuno sport come il tennis sa destabilizzare l'equilibro emotivo di un atleta, soprattutto ad altissimo livello. C'è chi ha detto che per primeggiare nel tennis bisogna essere individui non particolarmente intelligenti: chiaramente non è vero, però essere relativamente acculturati e avere una certa aridità morale di fondo può aiutare molto a superare più o meno indenni le pressioni incredibili cui sono sottoposti un Sinner ora come un Borg allora. Saper fondare tutta la propria esistenza su una pallina che rimbalza, in effetti, è una cosa angosciante... Ad maiora.
Caro Simone, sottoscrivo ogni parola; la penso esattamente come te e spero che Zverev liberi finalmente il suo tennis con un finale di carriera in crescendo, magari, e che possa essere il terzo incomodo, ma ne dubito fortemente perché avrebbe potuto ricoprire questo ruolo in tante altre occasioni, ma mai mettere limiti alla provvidenza. Però ricordo che la stessa analisi fu fatta su Dominic Thiem dopo il suo primo e unico titolo Slam agli US Open nel 2020 - anche egli credeva che finalmente si fosse sbloccato - però non fu così e lo ammise. Per Flavio invece nutro tanta speranza e sono fiducioso. Ieri non è stata una sconfitta, ma una lezione di crescita e se saprà farne tesoro, lo ritroveremo davvero più forte!
Pienamente d'accordo. Ne avevo parlato qualche giorno fa anche qui su Substack, nominando la fragilità, più pragmaticamente, come limite, facendo ricorso alla scienza e non al mito, piu affascinante e articolato. Ma il punto è quello.
Grazie. Condivido pienamente. Proprio ieri stavo pensando alla bellezza della fragilità, senza la quale non si spiega la lotta che porta alla felicità della vittoria.
Nessuno sport come il tennis sa destabilizzare l'equilibro emotivo di un atleta, soprattutto ad altissimo livello. C'è chi ha detto che per primeggiare nel tennis bisogna essere individui non particolarmente intelligenti: chiaramente non è vero, però essere relativamente acculturati e avere una certa aridità morale di fondo può aiutare molto a superare più o meno indenni le pressioni incredibili cui sono sottoposti un Sinner ora come un Borg allora. Saper fondare tutta la propria esistenza su una pallina che rimbalza, in effetti, è una cosa angosciante... Ad maiora.
Grazie per queste riflessioni!
Caro Simone, sottoscrivo ogni parola; la penso esattamente come te e spero che Zverev liberi finalmente il suo tennis con un finale di carriera in crescendo, magari, e che possa essere il terzo incomodo, ma ne dubito fortemente perché avrebbe potuto ricoprire questo ruolo in tante altre occasioni, ma mai mettere limiti alla provvidenza. Però ricordo che la stessa analisi fu fatta su Dominic Thiem dopo il suo primo e unico titolo Slam agli US Open nel 2020 - anche egli credeva che finalmente si fosse sbloccato - però non fu così e lo ammise. Per Flavio invece nutro tanta speranza e sono fiducioso. Ieri non è stata una sconfitta, ma una lezione di crescita e se saprà farne tesoro, lo ritroveremo davvero più forte!
Buon tennis a tutti, ci vediamo sull'erba!
Pienamente d'accordo. Ne avevo parlato qualche giorno fa anche qui su Substack, nominando la fragilità, più pragmaticamente, come limite, facendo ricorso alla scienza e non al mito, piu affascinante e articolato. Ma il punto è quello.
Simone un ottimo giornalista ed un eccellente scrittore! La profondità di questo testo sta anche nella bellezza della scrittura. Chapeau!
Estremamente necessario, e forse già uno dei miei Mezza Riga preferiti ❤️
Bellissimo pezzo